Programma del concerto:
- ‘Mi palpita il cor’ Cantata per soprano, violino e basso continuo, HWV 132c
- Sonata in sol minore for Violin & Basso Continuo, HWV 364a
- ‘Un’alma innamorata’ Cantata per Soprano, violino e basso continuo, HWV 173
- Sonata a tre in sol minore, Op. 2 No. 6, HWV 391
- ‘Tu fedel, tu costante’ Cantata per soprano, violini e basso continuo, HWV 17
Le cantate nascono nel contesto della musica barocca, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, come forma musicale vocale-strumentale che unisce testo poetico e musica. Il termine “cantata” deriva dal verbo italiano cantare, in contrapposizione a “sonata”, destinata invece agli strumenti (sonare).
Le prime cantate erano brevi e semplici, ma nel tempo si arricchirono, alternando recitativi (per raccontare) e arie (per esprimere emozioni), un po’ come un’opera in miniatura.
L’opera era costosa e pubblica; la cantata, invece, poteva essere eseguita in ambienti più piccoli e privati, come le corti nobiliari o le accademie artistiche, offrendo un’alternativa più economica e raccolta.
Le cantate possono essere sia sacre (ad esempio per funzioni liturgiche o feste religiose) sia profane (spesso su temi amorosi o mitologici). La cantata sacra diventerà fondamentale in area tedesca, specialmente con Johann Sebastian Bach, che ne compose più di 200 per la liturgia luterana.
Anche Händel scrisse molte cantate — più di cento — soprattutto profane e in italiano. A differenza di Bach, le sue cantate non erano legate alla liturgia, ma piuttosto alla vita aristocratica e mondana.
Entrambi, però, contribuirono allo sviluppo della cantata come forma d’arte, ognuno secondo il proprio stile e contesto culturale.